Vademecum per prepararsi ad un colloquio di lavoro

Cosa fare quando il colloquio è tra pochi giorni e ci si sente impreparati? Niente panico, in realtà bastano solo 15 minuti per prepararsi. Ecco come: 

  1.  Chi incontreremo?
    Se il responsabile delle assunzioni che ha organizzato il colloquio non ha specificato chi andremo ad incontrare, non è necessariamente detto che sarà con lui o lei che sosterremo l'intervista. Non è affatto raro essere esaminati da qualche altro membro del team delle risorse umane disponibile ad incontrarci all'ultimo minuto. Meglio inviare una mail veloce per chiedere conferma della persona con cui si parlerà. In questo modo daremo l’impressione di essere molto attenti e precisi, e soprattutto eviteremo di farci sorprendere dalla presenza di qualcuno che non ci aspettavamo.

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  2.  LinkedIn e Twitter
    È probabile avere più familiarità con la descrizione del lavoro che con i ruoli e il background dell’intervistatore. Una volta che si è definito con chi andremo a parlare, è bene fare un po’ di indagine su di loro.
    LinkedIn è l'ovvio punto di partenza. Studiare i loro ruoli precedenti (anche presso altri datori di lavoro) e osservare quanto tempo sono stati con l'organizzazione può essere davvero utile. Sui social network come LinkedIn è presente una sezione dove altri utenti possono lasciare feedback:  ovviamente saranno presenti solo feedback positivi, ma dare un’occhiata può comunque tornarci utile per preparare domande e risposte migliori per l’imminente colloquio.
    Twitter è ancora più pratico: quali articoli condivide il nostro intervistatore intervistatore? I tweet sono tesi e casuali o sembrano seri e formali? È certamente un metodo arbitrario, ma può comunque aiutare a farsi un’idea della personalità, degli interessi e dei valori dell'intervistatore.

  3. Domande personali
    È probabile che il colloquio si apra con una qualche forma di domanda personale (“dimmi qualcosa di te”, o “cosa ti interessa di questo ruolo?”). È bene preparare una risposta in anticipo e servirsi di alcuni punti rapidi in per mantenere il discorso breve e conciso.
    Meglio evitare di essere prolissi condividendo una lunga storia passata. Bisogna ignorare la propria storia personale e dire al massimo due alle tre frasi circa il proprio percorso professionale e cosa ci ha portati a sostenere questo colloquio. Non è necessario essere troppo dettagliati, ci sono molte altre domande in arrivo. È importante incuriosire l’intervistatore, lasciandogli lo spazio per porre altre domande e aumentare la sua dose di interesse nei nostri confronti.

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  4. Domande da porre
    Meglio pensare alla cosa più importante che si vuole veramente chiedere all’intervistatore: spesso non c’è troppo tempo per discutere di tutte le perplessità che possiamo avere su un lavoro, e serve essere concisi e diretti. In caso di dubbio su cosa chiedere, basta comunque fare una domanda che mostri la nostra curiosità. Il solo essere curiosi è un'abilità lavorativa commerciabile, è il segnale di una capacità di apprendimento più veloce ed efficace di chi insomma si adatta al cambiamento e non vi soccombere. Meglio quindi porre domande qualitative come "Perché consideri X importante?" O "Come pensi che cambierà Y in futuro?" Questo può aiutare gli intervistatori non solo a capire che si sta pensando in anticipo e considerando come il ruolo si inserisce nel quadro organizzativo più ampio, ma anche che siamo curiosi.

Se vuoi approfondire questi temi, mettiti in contatto con noi (amministrazione@copiaoriginale.it) per chiedere informazioni. Creeremo un percorso adatto alle tue esigenze. soft-skills
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