Come liberarsi degli intercalari

Tutti avremo, almeno una volta, usato “parole di riempimento”(del tipo “um", "aah", "così", "cioè", "allora") nel cercare di pensare alla prossima cosa da dire. Al nostro cervello non piace il silenzio, quindi riempie il vuoto con le parole. Il problema è che queste "parole di riempimento" possono farci sembrare insicuri e impreparati.
Piuttosto che ascoltare il messaggio, l'attenzione del pubblico si rivolge al numero di intercalari che l'oratore usa, togliendo quindi attenzione al contenuto effettivo del messaggio.
Questi sette suggerimenti sono utili per provare a ridurre o eliminare queste pericolose parole dal nostro vocabolario.

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  1. Enfatizzare una parola chiave
    Spesso usiamo parole di riempimento perché le nostre menti non sono in grado di recuperare parole più adatte. Se è vero che una brevissima pausa per riprendere il filo del discorso è utile, bisogna fare attenzione a non abusarne.  Una buona idea è quella di far seguire tale pausa ad una parola pronunciata con enfasi. L'accento sulla parola dà alla nostra mente la possibilità di pensare alle parole che verranno dopo, e aiuta il pubblico a ricordare il messaggio chiave.

  2. Fare pratica
    Essere impreparati o poco sicuri aumenterà le probabilità di servirsi di parole di riempimento. Per questo è importante avere una solida conoscenza circa quello di cui si parla: nel caso di una presentazione è fondamentale fare delle prove, magari scrivendosi il discorso per memorizzarlo meglio. È fondamentale, ma non scontato, esercitarsi ad alta voce: in questo modo sarà più facile diventare consapevoli di dove tendiamo naturalmente ad inserire le parole di riempimento e potremo quindi lavorare per eliminarle quando arriverà il momento del nostro intervento.

  3. Registrarsi
    Il primo passo per ridurre le parole di riempimento è rendersi conto di quanto spesso le usiamo. Un buon consiglio è quello di registrarsi durante una conversazione telefonica o in una riunione e analizzare le parole che diciamo, tenendo traccia di quante parole di riempimento abbiamo usato. La chiave è la consapevolezza: una volta consapevoli delle parole che usiamo potremo iniziare ad eliminarle, dal momento che avremo capito il pattern secondo cui il nostro cervello le impiega.

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  4. Niente ansia
    Sentirsi nervosi incrementa l'utilizzo di parole di riempimento. Ci sono fattori fisiologici e psicologici in gioco quando ci troviamo in una situazione di disagio, ma, per tenere i nervi sotto controllo, basta fare respiri lenti e profondi prima di parlare ed evitare di cambiare il nostro normale comportamento fisico.

  5. Conversazioni quotidiane
    Una volta che si è consapevoli di usare parole di riempimento, bisogna fare uno sforzo consapevole per ridurne l’uso. Ci si può esercitare nella conversazione di tutti i giorni con un amico a pranzo o  al telefono con la propria madre, tenendo sempre a mente che si sta cercando di superare la conversazione senza usare parole di riempimento.

  6. Il silenzio è oro
    Spesso usiamo parole di riempimento perché abbiamo paura di affrontare momenti di silenzio. Temiamo che, se smettiamo di parlare, qualcuno possa pensare che non siamo sicuri di ciò che stiamo dicendo, o che qualcuno coglierà l'occasione per raccogliere le fila del discorso e toglierci le parole di bocca. In realtà, imparare l'arte della pausa può non solo farci sembrare più professionali, ma offre anche un momento per raccogliere i pensieri, permettendo contestualmente all'ascoltatore di interiorizzare quanto abbiamo appena detto. Una pausa ben preparata può aiutare a catturare l'attenzione del pubblico creando un po 'di suspense. Per questo, quando sentiamo che stiamo per usare una parola di riempimento bisogna provare a sostituirla con un secondo di silenzio. 

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