Cosa comunica la tua scrivania agli altri?

“Una scrivania in ordine è sintomo di una mente malata”
 A Oscar Wilde è attribuito questo aforisma: un aiuto a tutti i disordinati cronici?

Scrivania nel caos? Indice di creatività!

Un’affermazione perentoria, che sdogana il disordine come ambiente ideale per pensare e produrre, alla quale si accompagna la credenza che vuole che Albert Einstein lavorasse su un tavolo dove carte, fogli e libri giacevano alla rinfusa, impilati gli uni sugli altri. Ma realmente funziona cosi? Ma soprattutto che cosa comunica lo stato della mia scrivania? Al di là di frasi a effetto e storie più o meno reali, uno studio condotto nel 2013 da un team della Carlson School of Management dell’University of Minnesota guidato da Kathleen D. Vohs ha rilevato che, in generale, le scrivanie disordinate favoriscono il pensiero creativo, mentre quelle ordinate “promuovono scelte sane, che potrebbero portare ad un miglioramento della vita aiutando le persone a seguire le regole sociali e aumentare il benessere. Un’equa via di mezzo, che non dà una risposta definitiva, ma che offre un interessante spunto di riflessione su cui basarsi per organizzare o ‘disorganizzare’ il proprio tavolo da lavoro in relazione all'attività che si è chiamati a svolgere. Quindi cosa comunico con la mia scrivania a chi incontro?  Si potrebbe anche decidere di rimanere zen davanti al disordine e imparare a conviverci, ma semplificare e organizzare può aiutare ad avere maggiore serenità e a lavorare meglio. scrivania-disordinata  Ecco come si può fare per avere un ufficio ordinato.
  1. BONIFICARE (come i marines!) Esaminare tutti gli oggetti e le carte che si tengono nella postazione di lavoro ed eliminare quello che non serve più. Sicuramente si trova un sacco di roba inutile, giusto per fare qualche esempio: bozze di progetti chiusi, gadget aziendali, vecchie brochure di fornitori, vecchie riviste, ecc. Se possibile evitare di tenere i documenti cartacei e conservare invece la versione digitale, se ce ne sarà bisogno si potrà recuperarla agevolmente.
  2. RIORDINARE (come Mary Poppins) Per essere efficace il riordino deve essere funzionale alle proprie attività, solo in questo modo si riuscirà a mantenere l’ordine nel tempo e a non tornare alla situazione iniziale. Trovare un posto ad ogni cosa, considerando dove e quanto spesso servono. Sistemando a portata di mano le cose che servono spesso e che si consultano ogni giorno. Le altre cose, si potranno riporre altrove, ad esempio in uno scaffale della libreria. Pensare alle cose che normalmente creano disordine (posta in arrivo, progetti da gestire, ecc.) e assegnare loro un posto. Ad esempio, creando tre contenitori con le cose urgenti, altre cose da fare e in attesa; appena arriva qualcosa lo si organizza in uno dei contenitori. In questo modo si sempre la situazione sotto controllo e si definire velocemente le priorità per mettersi al lavoro. In base alla tipologia di lavoro svolto, un’organizzazione analoga potrebbe essere valida anche per la casella di posta o i progetti in corso. L’ideale sarebbe riuscire a mantenere la scrivania abbastanza libera: è più piacevole da vedere e se serve potrai appoggiarci sopra qualcosa, senza rischiare di perderla nella montagna delle altre scartoffie. scrivania-libera
  3. MANTENERE (la cosa più difficile) E’ la maggiore complessità: se viene dato un posto a ogni cosa non dovrebbe essere difficile mantenerlo, ma è necessario anche provare se ciò che è stato deciso è confortevole ed eventualmente aggiustare qualche aspetto in modo diverso. Se si ha riordinato bene non ci dovrebbero essere problemi a mantenere, ma con la pratica si potrebbero trovare delle cose da sistemare in modo ancora più in linea con le proprie esigenze. Soprattutto vale il criterio “one in, one out”
Invito ai “creativi del caos” perché non provare?
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