Come diventare più collaborativi

Collaborare con gli altri è fondamentale non solo nel lavoro, ma anche nelle relazioni con gli altri. Per questo non andrebbe mai trascurata la cura per il modo in cui comunichiamo, dal momento che può fare un'enorme differenza sull'efficacia della nostra resa nel lavoro di squadra e sull’entusiasmo che gli altri hanno nel lavorare con noi. Sono molti gli aspetti che costruiscono una buona collaborazione, ma il linguaggio è l’elemento più importante per creare le giuste condizioni per farlo. Le parole che usiamo sono strumenti potenti.
Queste sono cinque comuni abitudini comunicative che possono aiutarci a diventare persone più collaborative, persone con cui è facile lavorare e, soprattutto, con cui si vuole lavorare.

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  1.  Punti di vista diversi
    Incoraggiare gli altri ad esprimere le loro opinioni è sicuramente il modo migliore per conoscere tutti i punti di vista e le prospettive necessarie a prendere una decisione comune e condivisa da tutti. Bisogna quindi assicurarsi che tutti al tavolo esprimano la loro opinione: se necessario, bisogna richiamare le persone che non si esprimono volontariamente. Alcune persone potrebbero semplicemente aspettare un invito a parlare. Mostrare semplicemente genuino interesse nell'ascoltare tutti può fare molto.

  2. Vietati "io" e "me"
    Per comunicare veramente uno spirito collaborativo e inclusivo, è necessario dimenticarsi di “io” e “me”. Dichiarazioni in prima persona come "l'ho fatto io" o "voglio che" possono sembrare egoiste e antipatiche, anche quando abbiamo davvero realizzato qualcosa da soli. È molto meglio usare un linguaggio che enfatizzi la squadra, come "abbiamo fatto questo" o "il nostro team lo ha raggiunto". Naturalmente, questo non significa cancellarsi del tutto e diventare invisibile, dobbiamo sempre riconoscere e far valere i nostri sforzi, senza però mai farli risultare preponderanti su quelli delle persone che lavorano con noi.

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  3. Dare riconoscimenti
    È importante dimostrare alle persone che ci circondano che sono apprezzate e che ci interessa di loro: aprire una conversazione interessandosi dell’altro (ad esemipio “come stai?”), può fare molto. Nel corso delle discussioni di gruppo è importante tenere traccia e riconoscere il valore dei contributi dei nostri collaboratori. Bastano poche e semplici affermazioni positive per portare energia all’incontro. A tutti piace sapere di star apportando contributi in tempo reale e di essere elementi preziosi per la buona riuscita del lavoro di gruppo.

  4. Vietate le negazioni
    L'uso di negativi come "non posso", "non lo farò" e "non sono", può anche minare gli sforzi di collaborazione. Queste espressioni allontanano dai compagni di squadra e danno l'impressione di essere in opposizione a qualcuno o qualcosa. Sono tutte affermazioni che ci fanno chiudere una porta senza aprirne una nuova. Anche se non fosse possibile proporre immediatamente un'alternativa, bisogna comunque sforzarsi di mantenere un linguaggio il più morbido possibile: in questo modo potremo comunque aggiungere una nota di positività e collaborazione.
 
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