I 10 errori cognitivi più comuni da evitare

Conoscere questi 10 errori cognitivi può essere utile per comprendere meglio se stessi e gli altri, migliorando le proprie skills decisionali.
  1. Non considerare spiegazioni alternative, rimanendo ancorati sulle proprie posizioni e senza guardare ad una prospettiva più generale.
  2.  Ritenere che gli altri si comportino come noi: si tratta quindi di assumere la propria esperienza personale come modello di base su cui declinare anche i comportamenti altrui, ritenendo cioè che anche gli altri possano agire o pensare secondo gli schemi mentali che adottiamo noi stessi.
  3. Bias di autoprotezione: ovvero il ritenere i nostri successi frutto di fattori personali (come la nostra particolare abilità o intelligenza), e i nostri fallimenti come frutto di contingenze esterne (la severità delle persone con cui ci relazioniamo, una situazione sfavorevole, etc.).bonding_break_casual_chilling_college_colorful_connection_diversity-1373621.jpg!d
  4. “In-group” bias, ovvero il ritenere più valide ed affidabili persone che sono caratterialmente simili a noi o che appartengono al nostro stesso ambiente culturale, rispetto a chi è caratterialmente o culturalmente diverso.
  5.  Preferire ciò che è familiare, accordando una preferenza a quanto già si conoscere. Questo fenomeno è ben osservabile, in termini di business, in quelle persone che si fidelizzano eccessivamente ad un brand, tanto da trascurarne gli eventuali difetti.
  6. Credere che preoccuparsi di un problema contribuirà a risolverlo: in realtà, il pensare eccessivamente ad un problema riduce le nostre capacità risolutive e riduce le probabilità di fronteggiarlo concretamente.feedback
  7.  Associazioni implicite distorte: nel campo della psicologia sociale si intendono associazioni preferenziali tra rappresentazioni mentali, svolte però in maniera del tutto inconsapevole (per esempio pensare che se una persona è grassa sia necessariamente pigra). Essere consapevoli di questo fenomeno è il primo passo per liberarsi dai limiti imposti da queste associazioni infondate.
  8. Il mito del mutitasking: il nostro cervello non è in realtà concepito per svolgere azioni simultanee. Il multitasking indebolirebbe infatti la concentrazione, comportando di fatto una perdita di tempo e favorendo il commettere errori.
  9.  Fallacia del giocatore d’azzardo, vale a dire credere che gli eventi passati influenzino quelli futuri.
  10. Effetto picco-fine: E’ la tendenza a ricordare maggiormente le sensazioni provate nel momento clou (inteso come picco di intensità emotiva) di un’esperienza, piuttosto che rifarsi alla somma o alla media di ogni fase di tale esperienza. Tutto ciò comporta lo sviluppo di un ricordo dell’esperienza alterato, che, di conseguenza, può portare a prendere decisioni non completamente ponderate.
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