Come imparare a non farsi mettere i piedi in testa

Alcuni di noi sono naturalmente più assertivi di altri, ma c’è comunque una bella differenza tra l’essere assertivo e farsi mettere i piedi in testa: una differenza sottile, ma rilevante che può determinare o meno non solo la possibilità di fare carriera, ma anche di essere felici e soddisfatti sul lavoro.
Certo, chi è naturalmente timido rischia di essere facilmente scambiato per una persona remissiva che non si impone: è difficile avere a che fare con personalità esigenti ed aggressive, e a volte è più facile accettare le cose che non scontrarcisi.
Essere universalmente riconosciuti come persone remissive può effettivamente danneggiare la nostra carriera precludendoci dai progetti più interessanti o  più lusinghieri, o bruciando le possibilità di essere promosso. Il problema è che in questo modo si rischia di non essere sfruttati appieno, ma anzi di svalutarsi quando gli altri si rendono conto di poterci sovrastare completamente.
Per evitare ciò accada, ecco alcuni piccoli consigli.

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  •  Mai più "mi dispiace"
    Per le persone remissive sembra che le parole “no” e “scusa” siano legate ed inseparabili. Un buon consiglio è quindi quello di non chiedere scusa per non essere in grado di accogliere richieste irragionevoli, irrealizzabili o su cui non sia potere. È meglio, piuttosto, integrare il no con una spiegazione breve ma efficace.

  • Alternative
    Il rischio è però quello di dire no troppo spesso, e di passare quindi per persone poco collaborative o inflessibili, cosa che di certo non ci aiuterà a fare carriera, né a costruire buone relazioni nell’ambiente di lavoro. Anche se non vogliamo dare l’impressione di essere troppo remissivi, di certo non vogliamo dare inavvertitamente l’impressione di essere l’estremo opposto.  Un buon compromesso? Diventare creativi e provare a trovare soluzioni che aiutino a risolvere i problemi aziendali senza doverci sacrificare. Ad esempio, supponiamo di dover lavorare fino a tarda notte su una presentazione dell'ultimo minuto e che questo sia qualcosa che ovviamente non vogliamo fare (dal momento  che non è di per sé una nostra responsabilità responsabilità). Piuttosto che dire di sì o di no, si può provare a dire "Mi piacerebbe aiutare ma non posso rimanere oltre. Mi ci metto subito al lavoro e riprenderò come prima cosa domani.” In questo modo, stiamo offrendo una soluzione alternativa che potrebbe funzionare.

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  • Il modo migliore di dire "no"
    Al centro dell’arte di non farsi mettere i piedi in testa c’è il padroneggiare l’arte di dire di no in maniera rispettosa, ma ferma e decisa.  È sbagliato pensare che sia necessaria una scusa elaborata e intricata per ogni “no” che si pronuncia: basta semplicemente essere pratici e risoluti nelle risposte. Le risposte brevi, ma educate inviano molto spesso un messaggio ben più forte e deciso che non quando ci sentiamo in dovere di fornire spiegazioni articolate. Ed è probabile che, una volta che alla sprovvista daremo un "no" o due, chi tenta di approfittarsi di noi perderà questo vizio.

Se vuoi approfondire questi temi, mettiti in contatto con noi (amministrazione@copiaoriginale.it) per chiedere informazioni. Creeremo un percorso adatto alle tue esigenze. soft-skills
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