La manipolazione: perché siamo portati a dire sempre sì?

Vi è mai capitato di ritrovarvi a rispondere positivamente ad una domanda senza rendervene effettivamente conto? Banalmente sentite la necessità o siete portati a dire “sì”, senza averci ragionato a fondo. Ciò accade perché esistono delle tecniche, in alcuni casi efficaci, di manipolazione. Questo termine appare giustamente sotto una luce negativa poiché è associato alla mancanza di libero arbitrio ma non è sempre utilizzato per fini deprecabili. Si tratta infatti sostanzialmente di metodi per influenzare il giudizio altrui e per metterli in pratica non è esclusivamente necessaria una preparazione accademica. A tutti è infatti capitato, per esempio, di manipolare i propri genitori od un amico, senza cattive intenzioni, per far sì che concordino con ciò che state dicendo, per evitare delle critiche o per ottenere un qualche tipo di vantaggio. manipolazione Il motivo principale per cui non ci rendiamo conto di una manipolazione in atto ai nostri danni consiste nell'essere costantemente convinti di saper ragionare con la nostra testa senza prendere in considerazione la possibilità che il nostro interlocutore ci stia invece influenzando. È necessario, quindi, essere perennemente lucidi e attenti riguardo ciò che sta accadendo, capire se la persona con cui stiamo parlando sta dicendo la verità e soprattutto se sta facendo leva sul nostro lato emotivo tralasciando quello razionale. ragionare Le persone più facilmente manipolabili sono le stesse che, spesso, si prodigano per aiutare i propri amici, che necessitano dell’approvazione altrui e che quindi sono più facilmente portate a dimenticare di “ragionare” su ciò che l’altro sta dicendo per prediligere l’aspetto sentimentale di una situazione. Al contrario, risulta più arduo riconoscere i manipolatori, poiché, spesso, gli stessi non si rendono conto di utilizzare questo tipo di atteggiamento o non lo fanno con cattive intenzioni. Al di là di ciò le relazioni tra gli esseri umani sono talmente complesse che sarebbe comunque errato etichettare schematicamente delle persone come “manipolatore” e “manipolato”, così come “buono” e “cattivo”.
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