Queste paure ostacolano la tua credibilità nelle riunioni

Sebbene siano comunemente mal viste, le riunioni rappresentano un’ottima occasione di rivalsa personale: offrono l'opportunità di dimostrarsi dipendenti validi e preziosi, e di presentarsi, quindi, come figure idonee per un’eventuale ruolo di leadership all’interno dell’azienda.
Ma perché tutto questo avvenga, serve dare effettivamente un contributo valido nelle riunioni. Rimanendo in silenzio, stiamo di fatto lasciando sul tavolo potenziali opportunità di avanzamento di carriera.
Ecco 4 cose che comunemente frenano le persone nell’esprimere il proprio punto di vista nelle riunioni, e come superarle.

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  1. L'importanza delle parole
    Tutti nel momento in cui vengono chiamati ad esprimersi pubblicamente si trovano nella delicata condizione di scegliere le parole migliori per esprimere il loro pensiero. Purtroppo è probabile che gli altri partecipanti alla riunione non prestino adeguata attenzione alle parole che diciamo. Invece, è più probabile che guardino al contenuto più che alla forma, alle argomentazioni più che alle parole. Avere ben chiara una tesi rende superfluo l’uso di parole ricercate o stravaganti (parole che possono molto facilmente ritorcersi contro chi le pronuncia).
    È bene tenere a mente che gli ascoltatori filtreranno le parole attraverso le loro supposizioni e interpretazioni: ragione in più per evitare di concentrarsi troppo sulle parole usate. Piuttosto che rimanere troppo ancorati ad un uso sapiente del vocabolario, è meglio includere un aneddoto. Ciò consentirà di connettersi con i colleghi a livello personale rendendoli più ricettivi verso il nostro messaggio.

  2. Sottovalutarsi
    Uno dei maggiori ostacoli nel parlare nelle riunioni è semplicemente la bassa autostima. Si pensa di non essere abbastanza qualificati per discutere di argomenti al di fuori dalla propria area di competenza. È necessario liberarsi di questa mentalità se si vuole essere percepiti come un leader: i leader non sanno tutto, ma sono a loro agio nell'esprimere la loro prospettiva.
    È possibile semplicemente segnalare un problema generale, rifacendosi ad un esperto in materia quando le discussioni assumono una prospettiva più tecnica. Bisogna far conoscere le proprie opinioni quando si tratta di questioni importanti.

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  3. Non si vuole sembrare autoritari
    Avere accanto persone che impongono le loro opinioni in ogni conversazione, può portarci a fare il contrario. Ma c'è una differenza tra parlare per parlare e parlare perché si ha qualcosa di prezioso da contribuire. Non serve necessariamente avere un'opinione per ogni questione della riunione, ma quando si ha qualcosa da dire, è importante farlo in modo chiaro e deciso: basta iniziare ad esprimere una sola opinione per riunione finché non ci si sentirà a proprio agio nell'esprimere pensieri ed idee più articolare davanti ai propri colleghi. Più si fa pratica, più diventa facile.

  4. Perfezionismo
    I perfezionisti amano microgestire le loro idee fino a quando sentono che sono al 100% "giuste" o "perfette". Ma questo significa, nella maggior parte dei casi, non lasciare un segno decisivo negli ascoltatori. La soluzione è semplice, anche se non facile: rinunciare alla perfezione. Serve considerare le proprie idee come prodotti minimi fattibili, qualcosa da testare e perfezionare in seguito. Quando si percepisce che il capo e i colleghi sono interessati a saperne di più, si può iniziare ad elaborare e perfezionare.

Se vuoi approfondire questi temi, mettiti in contatto con noi (amministrazione@copiaoriginale.it) per chiedere informazioni. Creeremo un percorso adatto alle tue esigenze. soft-skills

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