• Luca Brambilla

I 3 fattori da usare per leggere la Comunicazione Non Verbale

Aggiornato il: 19 set 2018

Tempo di lettura: 2 minuti


Ci sono almeno tre fattori da avere bene in mente quando si vuole leggere la CNV per evitare di cadere in grossolani errori. Eccoli presentati in sintesi:


1. Contesto. La prima cosa da osservare è proprio il contesto in cui si parla e in cui si presentano i messaggi di CNV che osserviamo. Due piccoli esempi saranno più utili di tante parole. Un uomo che parla di fronte a un altro tenendo le braccia conserte potrà sembrare a prima vista una situazione in cui chi ha le braccia conserte è nella classica situazione di chiusura. Magari osservando proprio il contesto si potrà constatare che sono all’aperto e che accanto a loro ci sono diversi bambini schiamazzanti e che non permettono di ascoltare bene l’amico. Ecco quindi che le braccia conserte diventano una barriera, ma non più per il messaggio dell’amico, ma dai rumori molesti provenienti dai bambini e, anzi, le braccia conserte sono segno che si sta concentrando ad ascoltare.

2. Somma. Ogni volta che si osservano i comportamenti di una persona è sempre buona regola di metodo sommare tutti gli elementi raccolti, anziché basare il giudizio solo su un singolo particolare. Immaginate una persona seduta al tavolo che abbia le braccia sul tavolo in segno di apertura, ma che sotto il tavolo tenga le gambe incrociate posizionate sotto la sedia. Guardando bene si svelerebbe che a quanto pare non si fida così ciecamente di quanto sta ascoltando e che ha diverse perplessità. Considerare uno solo dei due elementi porterebbe a delineare un atteggiamento unitario, cosa che invece, in questo caso, non rispecchierebbe la persona descritta.


3. Congruenza. Serve sempre osservare le congruenze o incongruenze tra i diversi segnali verbali e non verbali emessi da una persona. Ogni volta che si nota un’incongruenza si presenta un dubbio da sciogliere, e gli unici due modi per farlo sono continuare a osservare e domandare. Un esempio può aiutare. Immaginate una persona che si presenta da un amico con una bella fetta di torta al cioccolato e gliela offre dicendo: “ne vuoi una fetta?”. L’altro ragazzo risponderà di no, annuendo però con il capo e tradendo così il suo contrasto interiore. A questo punto l’altro, che avrà colto l’incongruenza, potrà approfondire la cosa domandando ad esempio: “Non la vuoi perché sei a dieta ed è meglio se non puoi mangiarla?”. Se l’altro annuirà si sarà sciolto il nodo del dubbio, e il primo amico avrà chiaro che il suo compagno desidera la torta, ma che preferisce fare uno sforzo e trattenersi per rimanere fedele alla sua dieta.


Milano, li 25 Maggio 2017


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