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4 consigli dei millennial per approcciarsi al mondo del lavoro

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L’ondata di lavoratori della Generazione Z, nati tra il 1997 e il 2012 sta iniziando ad entrare nel mondo del lavoro e si trovano ad affrontare le stesse sfide delle generazioni precedenti. Questi però hanno un vantaggio: lo sviluppo della tecnologia ha portato una serie di mestieri che un decennio fa non esistevano.

Abbiamo raccolto dei consigli della generazione più vicina, quella dei Millennial, su come comportarsi durante la ricerca di lavoro.


Non accettare subito la prima offerta

Una ragazza, terminata l’università voleva lavorare nelle pubbliche relazioni, coerentemente con i suoi studi. Purtroppo, non aveva avuto l’opportunità di ottenere un lavoro in quell’ambito e si era quindi lanciata in una posizione presso un’agenzia pubblicitaria. Sfortunatamente, la ragazza si scoprì subito insoddisfatta in quanto stava svolgendo un tipo di lavoro che non voleva fare.

Il consiglio è di avere bene chiaro in mente il settore e la tipologia di lavoro che si desidera realmente, perseguirli e resistere il più a lungo possibile finché non li si trova.


Esistono lavori di cui non sappiano nemmeno l’esistenza

L’esponenziale evoluzione del mondo del lavoro ha posto in campo nuove carte: carriere ibride e professioni insolite. Il primo consulente di marketing digitale per i tour gastronomici, Joe Martin, avrebbe voluto che qualcuno gli avesse suggerito di non accettare il primo lavoro offerto e che gli avesse descritto la quantità e diversità di mestieri esistenti al mondo.

Il consiglio è quello di imparare a conoscere i ruoli secondari delle classiche carriere da protagonista e soprattutto di pensare a trasformare ciò che si ama in un lavoro che si amerà ancora di più.



La negoziazione oltre il salario

Joey Price, CEO di Jumpstart HR, una società di outsourcing delle risorse umane stava lavorando come dipendente temporaneo presso uno studio legale quando ha ottenuto la sua prima offerta di lavoro a tempo pieno, accettando la prima offerta proposta.

Con il senno di poi si rese conto che avrebbe dovuto quanto meno provare a negoziare lo stipendio o il rimborso delle tasse scolastiche, i periodi di vacanza oppure lo smart working.

Il consiglio è di comprendere il benchmark di stipendio della propria funzione e negoziare di conseguenza, oltre che richiedere vantaggi per noi importanti. La peggior risposta che ci potrebbe arrivare è un “no”.


Non temere di spiegare le ali

Molti neolaureati spesso per timore di allontanarsi da casa e vivere nuove esperienze, circostanziano la ricerca del lavoro alle loro città che potrebbero avere poco da offrire.

Il consiglio è quello di ampliare i propri orizzonti e il proprio raggio di ricerca. Alcune città possono offrire più opportunità di altre nel proprio campo professionale e sarebbe un peccato, dopo anni di studio, accontentarsi di una posizione lavorativa non in linea coi propri sogni .


Milano, li 26 settembre 2019


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