• Luca Brambilla

ALTIS: un contributo importante nel rapporto tra impresa e territorio circostante

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L’accezione della professione imprenditoriale sta cambiando rispetto al passato. Se prima l’imprenditore era accomunato al concetto di indipendenza, di auto-realizzazione e sfruttamento delle risorse, ora deve valutare seriamente possibilità di collaborazione e una maggiore fluidità della propria impresa. Il Prof. Vito Moramarco, Professore ordinario di politica economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Direttore dell’Altis, la Scuola di Formazione Impresa e Società, ha posto l’attenzione sull'apporto che la sua Scuola può fornire ad un’impresa ed al territorio adiacente.


Cos’è l’Altis e cosa la contraddistingue dalle altre scuole italiane?

Altis è una delle Alte Scuole dell’Ateneo dell’Università Cattolica insieme a molte altre. È innanzitutto parte dell’Università e quindi un luogo dove si eseguono ricerche su temi il più possibile vicini al mondo reale. Oltre a ciò, è un luogo di formazione e di consulenza per le imprese, in relazioni a temi quali management e imprenditorialità, derivati dal legame con la Facoltà di Economia. Particolare attenzione, poi, è posta sull'effetto che le azioni delle imprese provocano sull'ambiente circostante: siamo, infatti, convinti che “fare impresa” può essere interessante non solo per l’imprenditore ma anche per il territorio e per tutti coloro che sono collegati.


Partendo dal presupposto che spesso gli imprenditori vengono dipinti come “sfruttatori” delle proprie risorse, come Alta Scuola, quale riflessione avete sviluppato nel rapporto tra territorio e impresa per una soluzione win-win?

Nei casi di imprese che durano nel tempo o di imprese di successo di norma questo rapporto è possibile. Oggi si pensa che l’attenzione all'ambiente sia solo uno strumento per fare più business: è vero, ma altrettanto vero è che i due concetti procedono di pari passo. L’imprenditore è infatti un costruttore, non solo dei propri affari, ma di quello che lo circonda, quindi non è inusuale immaginare un imprenditore attento a ciò che gli sta intorno. Noi, come Alta Scuola, siamo nati con questa consapevolezza e con questo interesse di creare un business utile e collaborativo con l’ambiente circostante.



Come si può sviluppare il tema delle Soft Skills e delle capacità di comunicazione in un ambiente così tecnico?

Il tema delle Soft Skills appare spesso nei nostri corsi, talvolta, infatti, organizziamo percorsi organizzati e laboratori di abilità manageriali specifici per queste tematiche. Inoltre dedichiamo giornate intere alla formazione interna in questo ambito, con esiti molto positivi, per imparare a proporsi in pubblico.


Quali sono i criteri per identificare una Scuola di formazione che sappia preparare adeguatamente al mondo del lavoro?

Generalmente noi, come Scuola, costruiamo percorsi formativi insieme ad un partner, sia esso un’impresa o una società di consulenza, trasmettendo, quindi, a chi intende iscriversi, un segnale importante di legame con il territorio e di collaborazione con il mondo del lavoro.


Quali sono le collaborazioni più interessanti?

Esistono numerose collaborazioni, sia sul piano del consulting, sia su quello formativo. Il tema della sostenibilità è per noi fondamentale, per questo aiutiamo le imprese, piccole e grandi, a scrivere i propri bilanci sociali. Questo progetto di collaborazione è stato possibile grazie al network dei manager che si occupano di responsabilità sociale di impresa, nato circa dodici anni fa da un’intuizione di Mario Molteni, all’epoca Direttore dell’Alta Scuola. Attraverso il network siamo entrati infatti in contatto con molte imprese, con cui oggi collaboriamo produttivamente.



Che suggerimento dà ai giovani che entrano nel mondo del lavoro?

Sebbene io sia convinto che la percentuale dei giovani svegli e di talento non cambi con il passare del tempo, in una società opulenta come la nostra, il rischio di sedersi e pensare che tutto sia dovuto è molto forte, specialmente per le generazioni più giovani. Pensano, infatti, che iscrivendosi all’Università, soprattutto nel caso della Facoltà di Economia, e laureandosi, l’esito sia che gli si trovi la posizione giusta senza troppo sforzo. Invece l’Università e i Master vanno seguiti con un altro spirito: le Alte Scuole sono contenitori, occasioni dove far sviluppare i propri talenti e dove costruirsi. Cerchiamo sempre delle opportunità di stage perché siamo convinti che le persone vadano sempre aiutate a crescere, soprattutto in un mondo che ha subito una crisi profonda. Il successo nel lungo andare, tuttavia, dipende da quanto la persona stessa ha costruito per se stessa, sfruttando al meglio gli anni di Università.


Milano, li 29 Agosto 2018

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