• La Redazione

Saper ascoltare rende comunicatori migliori

Aggiornato il: 4 lug 2019

Tempo di lettura: 3 minuti


Ascoltare non è sempre facile: il più delle volte non abbiamo la giusta predisposizione all’ascolto o finiamo con il trascinare nelle conversazioni che ci coinvolgono i nostri programmi, pensieri e opinioni, cosa che talvolta può essere del tutto controproducente. È frustrante per tutti parlare e avere la sensazione di non essere completamente ascoltati. Solo imparando ad essere bravi ascoltatori si possono costruire relazioni migliori e andare avanti nel mondo degli affari. Ascoltare è utile nella gestione dei conflitti, nell’esprimere rispetto e nell'essere leader migliori.


I buoni ascoltatori usano abilità simili alle tecniche utilizzate nelle arti marziali: un buon artista marziale percepisce le future mosse dei suoi avversari perché è ricettivo e consapevole. La stessa consapevolezza dovrebbe essere propria dei buoni leader, soprattutto perché alla base di carriere di successo si trovano sempre competenze trasversali molto raffinate, e se la comunicazione è una delle soft skills più importanti, l’ascolto ne è il fondamentale contraltare.



Come diventare, quindi, più capaci di ascoltare gli altri?


  • Coinvolgimento: una conversazione efficace non prevede un ascolto passivo, ma deve essere come una partita di ping-pong, in cui la pallina si sposta continuamente da un giocatore all’altro. Ascoltare significa soprattutto reagire.

  • Risoluzione: ovvero, trarre da ogni conversazione qualcosa di importante da tenere a mente, avendo soprattutto una chiara visione di quelli che saranno i successivi step riguardo l’oggetto in discussione.

  • Consapevolezza: bisogna sentirsi parte attiva della conversazione, e il miglior modo per farlo è sicuramente quello di smettere di guardare il telefono o pensare a cosa bisognerà fare più avanti nella giornata.

  • Sensi: per ricordare meglio i punti focali di una conversazione, si può provare a fare uso di tutti i sensi: osservare il linguaggio del corpo, ad esempio, è un aiuto non indifferente alla nostra memoria (ma anche alla decrittazione del vero messaggio che l’interlocutore ci sta mandando).

  • Nervi: bisogna tenere a bada il più possibile ogni forma di stress o tensione: possono infatti intralciare la capacità di ascoltare.

  • Ritmo: entrare in contatto con il ritmo dell'oratore. Essere fuori sincrono con loro modo di parlare dell'altro può rendere difficile l’ascolto.

  • Ricezione: essere disposti a ricevere nuove informazioni. Essere fisicamente presenti non basta: se la nostra mente è chiusa e poco reattiva, non otterremo nulla di buono. Bisogna invece essere pronti a lasciarsi alle spalle preconcetti e pregiudizi.

  • Comprensione: bisogna ascoltare con l'intenzione di interpretare ciò che l'altra persona sta dicendo. Bisogna che entrambi gli interlocutori parlino, in senso figurato, la stessa lingua e rovino quindi un terreno comune.

  • Emozioni: rispettare l'esistenza delle emozioni e dei loro ruoli negli scambi, facendo in modo che il loro effetto non infici le nostre capacità di attenzione e ascolto.

  • Costanza: essere sempre attenti e resistere alla tentazione (seppur allettante) di lasciar vagare la mente. Se il discorso è noioso, o più semplicemente si è troppo stanchi, bisogna comunque sforzarsi di mantenere attiva l’attenzione per la buona riuscita dell’interazione.

  • Ego: è importantissimo cercare di non far entrare il nostro ego nella conversazione, un vero leader è prima di tutto una persona umile. Inoltre essere meno concentrati su noi stessi ci renderà più flessibili e ricettivi nei riguardi del nostro interlocutore.


Dopotutto, ascoltare è la base per la crescita e il progresso: lo abbiamo sperimentato tutti fin dai tempi della scuola: non era forse più facile studiare a casa quegli argomenti che avevamo ascoltato attentamente in classe?


Milano, li 21 Maggio 2018

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