• Luca Brambilla

Il Coach e le cose che non vi dicono

Aggiornato il: 19 set 2018

Tempo di lettura: 3 minuti


Ormai sempre più spesso ci capita di essere bombardati di video sponsorizzati nei quali signori attempati, ragazzini alle prime armi o giovani con la faccia da furbetti si improvvisano coach. Questo termine è sulla bocca di tutti e sembra che ci siano più coach in Italia che pesci nel mare. Conoscendo bene questo mondo, e avendo tra amici e conoscenti alcuni dei più quotati coach d’Italia, penso sia mio dovere dare alcune dritte per evitare a voi amici lettori di cadere in truffe legalizzate. Preciso fin da subito che io non sono un coach, ma uno studioso di CNV (comunicazione non verbale), per cui non ho intenzione di portare acqua al mio mulino o a quello di chicchessia. Ecco qui cinque cose da sapere su questa figura:

  • Tutti coach: Non esiste attualmente nessun ordine dei coach, nessuna istituzione che li riconosca, nessun organo che li tuteli in maniera indistinta. Non ci sono esami chiari per diventare coach. Si identifica con questo termine una persona che “aiuta qualcun altro a dare il meglio di sé” e quindi, come potete ben immaginare, chiunque può svegliarsi al mattino e dirsi coach.


  • Quali abilità? Non essendoci un organo che definisce in maniera chiara ed inequivocabile cosa sia un coach, se ne ricava facilmente come conseguenza che non c’è un elenco chiaro di abilità che questi deve avere. C’è chi si istruisce con qualche corso di PNL, chi si iscrive a un corso di retorica, altri studiano l’inglese per poter vendere le loro balle anche in un’altra lingua, e c’è anche chi si finge mentalista (questa categoria è, sinceramente, quella che mi fa più pena).

  • Corsi per patacche di plastica: sempre più pseudo scuole di coach stanno fiorendo su tutto il territorio nazionale per fornire dei certificati che si riveleranno subito dopo delle patacche di plastica, non spendibili da nessuna parte. Chi vorrebbe avere come coach un tizio che ha come unica certificazione un attestato rilasciato da un Pinco Pallino qualunque con qualche centinaio di like su Facebook? Io sicuramente no, e sono certo neanche voi.

  • Solo domande e nessuna risposta: una delle cose interessanti dei coach è che questi fanno solo domande o danno esercizi da svolgere, come quelli sulla respirazione, sul farsi domande potenzianti e così via. Nessuno dà una strategia assicurando che se questa sarà seguita si raggiungerà un determinato obiettivo. Sapete perché? Semplice! Perché nessuno ha questa formula, e se proprio ce l’avesse non la venderebbe a voi su Facebook per qualche migliaio di euro. Non sottovaluto certamente il potere di porsi delle domande intelligenti, ma se devo pagare una consulenza vorrei che la persona che me la fornisce abbia anche qualche risposta.



  • Belle chiacchierate e poco più: visto che le famose sessioni di coach non sono altro che chiacchierate con persone che non hanno chiare e definite abilità e che il loro scopo è quello di farvi migliorare in un determinato settore o, addirittura!, la vostra intera vita, vi invito a pensare che questo tipo di attività è esattamente quello che dovreste fare quando parlate con vostra madre, o qualunque dei vostri amici. Ed ecco che si svela un nervo scoperto. Forse il dilagare dei coach è indice del fatto che siamo in un periodo di carenza di figure affettive certe, di amici veri che ci spingono a dare il nostro meglio anziché rinchiuderci in noi stessi dandoci banali scuse. Cercate di avere rapporti impostati sulla verità, sulla sincerità di quel che provate, e ascoltate fino in fondo i feedback che vi danno. Avrete così l’opportunità di rilanciare un rapporto interrotto con i vostri genitori, con gli amici e magari con la morosa. Vi riscoprirete più contenti, più in forze e soprattutto con diverso denaro in più nel vostro portafoglio. Infine, potreste verificare che non c’è cosa più bella di essere coach di se stessi!


P.S.: come sempre, se qualcuno (in particolare i coach) non è d’accordo con quanto scritto, può sempre invitarmi a qualche loro seduta o incontro: sarò lieto di poter scrivere un articolo interamente dedicato a loro per raccontare che sono un’eccezione in mezzo a una marea di cialtroni.


Milano, li 21 Aprile 2017


#comunicazione #coach

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