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Come riuscire a liberarsi di ansia e paure inutili

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Ogni giorno siamo condizionati nel nostro agire da elucubrazioni infinite e preoccupazioni riguardo a problemi di cui dobbiamo occuparci, di cui ci siamo già occupati ma che infestano ancora la nostra mente o problemi futuri che non esistono ancora. L’ansia genera stress che condiziona conseguentemente le nostre prestazioni, creando un circo infinito di inquietudine. Come combattere l’ansia allora? In base alla circostanza in cui ci troviamo esistono dei metodi utili per liberarsene.


Le soluzioni all'ansia caso per caso

1. Il caso più comune è costituito dall'esigenza di controllare ogni aspetto di un problema e dalla conseguente ansia causata dall’effettiva impossibilità di farlo. Esistono numerosi problemi e numerose circostanze su cui non abbiamo controllo, siano esse il tempo atmosferico o decisioni politiche di portata mondiale. Preoccuparcene oltremodo porta unicamente ad ulteriore stress. Cosa fare quindi? La risposta consiste nel classificare i problemi che ci inibiscono in base al tipo di controllo che abbiamo su di essi e conseguentemente eliminare ciò su cui non abbiamo potere.



  • Interessi, ovvero ciò di cui quotidianamente ci interessiamo su cui tuttavia non abbiamo la minima influenza. Accettare serenamente di non poter condizionare l’andamento della borsa internazionale ci farà vivere meglio.

  • Problemi su cui possiamo influire marginalmente, ovvero quelle circostanze in cui il nostro apporto può dimostrarsi costruttivo ma in cui non è essenzialmente fondamentale. È giusto aiutare gli altri e sforzarsi di contribuire alla risoluzione di un problema qualora fossimo coinvolti. È altrettanto corretto, tuttavia, accettare che la risoluzione non dipenda totalmente da noi e che, di conseguenza, possa concludersi negativamente.

  • Decisioni personali, ovvero ciò su cui effettivamente dipendono le nostre eventuali preoccupazioni. Le azioni importanti per la nostra vita, siano esse gesti quotidiani o scelte più importanti, sono le uniche che dovrebbero potersi nutrire delle nostre ansie e paure.

2. Il secondo caso è costituito dalla tendenza a concentrarci su ciò che non abbiamo piuttosto che su ciò che abbiamo. Proprio poiché l’attenzione è spostata da ciò che ci dovrebbe interessare ed eventualmente preoccupare rispetto a ciò che non è presente nella nostra vita, il risultato è un’inutile fonte di angoscia che va eliminata.


3. Un altro caso altrettanto debilitante consiste nel rimuginare oltremodo su scelte o decisioni passate, o persino su quelle future. Il rimpianto è uno dei generatori di ansia più diffusi. Per lasciarseli alle spalle occorre analizzarli in quanto errori da evitare in futuro e da cui trarne perciò insegnamento. Allo stesso modo, girare nella nostra testa dei film mentali su questioni che ancora non esistono e il cui corso degli eventi è sconosciuto, è controproducente per la nostra produttività presente.


Milano, li 26 Novembre 2017


#stress

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