• Carmelo Zambara

Comunicare con i Millennials: la nuova leva di consumatori

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Tra le nuove accezioni di questo periodo storico, quella dei Millennials è probabilmente quella più in voga. Ci sono ancora diatribe su chi siano effettivamente i Millennials: c’è chi dice siano quelli nati dopo gli anni 2000, la cosiddetta ‘’Generazione Z’’, per intenderci che non hanno più il 9 nella cifra delle centinaia nella data di nascita. Altri invece allargano il concetto di Millennials anche a quelli nati negli anni ’80 e stanno vivendo gli anni 2000 appieno con tutte le sue innovazioni tecnologiche, digitali e di pensiero: la ‘’Generazione Y’’. La discussione è ancora aperta. Fatto sta che in ogni caso occorre comunicare a questa generazione, qualsiasi azienda o professionista che vuole imporsi sul mercato di appartenenza deve tener conto con chi sta parlando e come farsi ascoltare appieno. I contenuti proposti da un’impresa oltre che essere coerenti con la propria fetta di mercato devono ovviamente capire il proprio target di riferimento. Ovviamente il mezzo principale è uno e unico: internet.


La nuova popolazione di under 35 costituisce una parte dominante della rete e come tale bisogna rivolgersi a loro come primi consumatori, come primi utenti. E si sa bene dove sono rivolte le attenzioni di questa generazione: non più alla TV e ai giornali ma ai Social e al Web. È ovviamente scontato che il pubblico di riferimento sia questo, le generazioni passano, le persone crescono e il potere d’acquisto principale passa di mano in mano, come fosse un’eredità.

Una recente ricerca della Nielsen, società di ricerca e indagine di mercato, ha dimostrato che gli italiani sul web siano per il 75% di un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Quindi le aziende che hanno intenzione di colpire questa determinata fascia di età devono obbligatoriamente passare per il web come principale fonte di comunicazione e marketing.



I Millennials italiani utilizzano internet per qualsiasi cosa praticamente: dal risolvere problemi e questioni quotidiane all'intrattenimento nudo e crudo, dalla connettività con amici e parenti all’imparare nuove cose e rimanere informati su quello che accade nel mondo. Il mezzo principale è ovviamente il dispositivo mobile: smartphone e tablet hanno sostituito a tutti gli effetti la TV, le radio e la carta stampata. I libri stessi sono finiti in digitale.

Paradossalmente sono anche la generazione più fedele, nonostante abbiamo una molteplicità di scelta e di offerta, i Millennials hanno dimostrato più brand loyalty rispetto alle generazioni precedenti. Sono più diffidenti, ascoltano e leggono pareri sui forum e nelle recensioni di altri utenti prima di procedere ad un acquisto o ad una prenotazione. I social network, oltre ad essere la prima fonte di diffusione di contenuti e intrattenimento, sono diventati il canale principale per chiedere pareri su un prodotto o addirittura su un’azienda o un professionista verso il quale si ha intenzione di affidarsi.


Per far fronte a questo nuovo pubblico iper-informato ed esigente le società più importanti si affidano, oltre che a vari studi di trend, ad una strategia di content marketing dove le pubblicità semplici e informative hanno lasciato il posto a comunicazioni con contenuti accattivanti, itineranti ed ingaggianti. I Millennials sono più propensi ad acquistare brand che utilizzano mezzi (e modi) più affini ai loro valori e ideali, ai loro modelli e alle loro ambizioni. Il mercato lo sa e si adegua. È più probabile vedere spot con un linguaggio giovane e circoscritto al mondo del web piuttosto che con uno stili distaccato e informativo, perché tanto le informazioni di cui ha bisogno la nuova generazione le ha già lette e assimilate.


Milano, li 30 Novembre 2018

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