• Luca Brambilla

I due tipi di messaggi della Comunicazione Non Verbale

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I messaggi della CNV si possono distinguere sostanzialmente in due diverse categorie:


1. Rivelatori: sono quei segnali che emettiamo, per esempio, tramite la mimica facciale, e che rafforzano o svelano elementi aggiuntivi riguardo ciò che uno sta dicendo. Un esempio è una ragazza che parla e racconta di aver preparato il giorno prima una torta, e mentre lo dice ha un’espressione di disgusto, segno che a quanto pare non le è venuta molto bene. Tutti questi segnali sono importanti perché integrano il messaggio comunicato a parole e spesso contengono sfumature essenziali. Un esempio che ne rivela l’importanza è quello di un signore che entra in un negozio per comprare un cellulare e il commesso gli presenta un primo modello dicendo che costa 800 euro e allo stesso tempo riveli con una micro-espressione un dubbio, come a comunicare involontariamente, che ritiene quel prezzo eccessivo. A questo punto il primo signore si potrà affermare se veramente il cellulare è dotato di tutti quegli elementi che lo fanno costare 800 euro arrivando così a pagarlo con uno sconto oppure a passare ad un altro modello.



2. Incongruenti, falsi: sono segnali che rivelano un contrasto tra ciò che viene detto verbalmente e il sentimento che realmente si prova riguardo ciò che si è detto. Si potrà essere di fronte a delle incongruenze non coscienti, per cui una persona che esprime interesse per un certo progetto, ma allo stesso tempo tiene le gambe incrociate sotto la sedia, rivela un contrasto interno per cui sarebbe bene che chi venderà il prodotto in questione a questo signore non desse per concluso l’affare.


I segnali della comunicazione non verbale che tradiscono la menzogna e la falsità sono invece legati al nascondere qualcosa che il soggetto in questione conosce bene. In breve, chi mente sa di mentire. Tuttavia, quando si mente si genera sempre un contrasto nervoso tra le parole pronunciate e il corpo, che è condizionato a esprimere il giudizio reale, il sentimento che si prova. Ecco quindi che tanti commercianti truffaldini inventano strabilianti prestazioni dei prodotti che vendono, ma non possono fare a meno di avere delle micro-espressioni facciali che tradiscono la loro gioia nel vendere un prodotto unico. Un altro segnale poco controllato è quello del grattarsi il naso per sfogare il senso di nervoso generato dall’aver detto una bugia e dalla tensione che esso genera.


Milano, li 8 Giugno 2017


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