• La Redazione

Giocare per imparare meglio e più in fretta

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L’infanzia è quel momento della vita in cui si scopre il mondo, e se queste scoperte avvengono divertendosi, è più probabile che rimangano impresse nella memoria. Insomma i bambini che giocano molto sono quelli avranno più facilità ad imparare in futuro. In Finlandia questo assunto è diventato prassi: con uno dei migliori sistemi scolastici d’Europa, i finlandesi preferiscono prendere le cose con “calma” e lasciare ai bambini il tempo necessario a giocare.

I bambini finlandesi imparano a leggere più tardi degli altri bambini europei, solo verso i 6-7 anni. All'asilo gli insegnanti preferiscono concentrarsi su attività ludiche, che, contrariamente a quanto potremmo pensare, non penalizzano il futuro tasso di alfabetizzazione degli allievi. Le attività ludiche possono insomma essere un canale di apprendimento differente ed ugualmente efficace, rispetto a quelli più tradizionali.

Il segreto sta nel stimolare l'attenzione dei bambini e insegnare loro cose che possano interessarli e allo stesso tempo divertirli: si impara divertendosi e senza la preoccupazione di sbagliare o di essere giudicati. Il divertimento genera delle emozioni positive che aiutano a fissare in memoria gli apprendimenti e anche a rievocarli a distanza di tempo. Le lezioni vengono insomma travestite da giochi. E questo metodo sembra proprio funzionare:la Finlandia è uno dei Paesi con il più alto tasso di alfabetizzazione del mondo, sebbene il 94% degli alunni cominci la propria formazione solo una volta giunti alla scuola secondaria.



Qual è però l’età giusta per imparare e leggere e scrivere? Generalmente i bambini imparano prima a leggere e poi a scrivere: questo perché per scrivere serve che i bambini maturino una certa coordinazione tra mani e occhi che dipende dallo sviluppo dei muscoli e del sistema nervoso. Se poi è vero che al giorno d’oggi le tastiere costituiscono uno stimolo alla scrittura, bisogna però evitare di insistere perché i bambini di età prescolare scrivano a tutti i costi: serve piuttosto lasciarli liberi di sperimentare e scoprire l’alfabeto. In generale bisogna comunque ricordare che i bambini hanno tempi di maturazione diversi.

Il sistema scolastico finlandese è tra i primi 5 al mondo: ma che insegnamenti può trarne quello italiano? La differenza sembrerebbe essere nella programmazione più efficiente e nella preparazione degli insegnanti: gli insegnanti finlandesi non devono solo dimostrare di essere preparati nella propria disciplina di competenza, ma anche di avere la capacità di relazionarsi con i bambini e di mostrare entusiasmo e passione per il proprio lavoro.

Inoltre la Finlandia riserva grandi investimenti al proprio sistema scolastico, cosa che, purtroppo, non avviene anche in Italia. Gli spazi scolastici sono più efficienti e moderni e gli insegnanti godono di stipendi e considerazione sociale più alti.


Milano, li 2 Luglio 2018

#abitudini #cervello

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