• La Redazione

I cinque passi per creare un team emotivamente intelligente

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Molti di noi sono sopraffatti dal lavoro. Quando si è un manager oltre che affrontare il proprio stress, va affrontato anche quello del proprio team.

Srini Pillay, neuropsichiatra e consulente di impresa ritiene che i manager debbano aiutare il loro team a sviluppare capacità emotive se vogliono che le loro aziende abbiano successo. Questo perché, nei momenti critici come quando si rimane indietro sul lavoro, si fanno troppi errori o si fanno regolarmente straordinari, è bene riuscire a rafforzare le capacità emotive e spostare il proprio atteggiamento mentale da uno stato di sopraffazione a quello di calma.

Pillay definisce questo processo "CIRCA", che prevede 10-15 minuti in ogni giorno lavorativo per la risoluzione dei problemi.


1. Informazioni spezzettate

Il primo passo consiste nel suddividere le informazioni in unità più piccole e quindi facili da elaborare. Avere più blocchi gestibili di informazioni riduce sicuramente il carico cognitivo. Ad esempio, una volta una dirigente condivise ad un consulente di sentirsi una cattiva madre e una lavoratrice mediocre ma che allo stesso tempo, non se la sentiva di rinunciare a nessuno dei due ruoli. Questa situazione era stata causata da una carico eccessivo di lavoro che l'aveva sopraffatta, causando così lo stress. Tuttavia, imparando a dividere i compiti poco alla volta si era sentita meno oppressa. Il suo cervello avendo elaborato di non dover far fronte e completare un grosso progetto, ma lavorare singolarmente a tanti piccoli incarichi alla volta, aveva affrontato la situazione con più calma.


2. Ignorare le "chiacchiere mentali"

Quando si pensa troppo, il cervello si "surriscalda". Essere consapevoli aiuta a controllare la sopraffazione emotiva conseguente ai pensieri particolarmente irrequieti. Un leader dovrebbe incoraggiare il proprio team a dedicare dai 5 ai 15 minuti ogni giorno per chiudere gli occhi, respirare e portare la loro attenzione ad ogni respiro ogniqualvolta la mente inizia a vagare nei pensieri.



3. Fare un check con la realtà

Quando si affrontano cattive notizie o scadenze ristrette è facile avere la sensazione che la situazione rimarrà così per molto tempo. E' importante invece incoraggiare il team a tornare coi piedi per terra e spronarlo con affermazioni positive. Prendere del tempo e ricalibrare la realtà, permetterà alla sopraffazione di non crescere.


4. Riconoscere quello che si può controllare

Sapere cosa può e non può essere controllato può definitivamente migliorare il benessere. Sul lavoro è importante imparare a dire "no" ai perditempo e dire invece "si" a compiti critici. E' fondamentale motivare sé stessi e gli altri a chiedersi "come posso lasciare andare le cose che non posso controllare o quelle che sprecano la mia energia?" Un approccio per trovare tali risposte è chiedersi cosa si consiglierebbe a qualcun altro nella medesima situazione. Questo senso di obiettività può far correre i processi di pensiero per trovare soluzioni al di fuori di una mentalità restrittiva.


5. Spostare l'attenzione

L'attenzione implica che le persone debbano imparare a staccarsi dai problemi e cercare invece soluzioni. Quando siamo ansiosi, è naturale rimuginare sulle cose. Tuttavia, è possibile imparare a liberarsi dalla preoccupazione. Un modo per farlo è quello di designare tempi senza preoccupazioni ogni giorno e incoraggiare gli altri a fare lo stesso. Anche impiegare solo 30 minuti per uscire a fare una passeggiata ci aiuta a essere in una mentalità più orientata alla soluzione.


Ogni leader può seguire questi passaggi e condurre i propri collaboratori attraverso questo processo; li aiuterà non solo a gestire meglio la sopraffazione del lavoro ma libererà le loro menti, rafforzerà le loro capacità emotive, andando a migliorare l'azienda.


Milano, li 30 settembre 2019

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