• La Redazione

Kit anti-panico per le giornate storte

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Le giornate negative capitano a tutti, e capitano più frequentemente di quanto vorremmo che ci si presentassero. Ma se sembra che le cose non possano andare peggio, bisogna sforzarsi di fermarsi un momento e riflettere: in questo modo non solo potremo liberarci del peso di una giornata terribile, ma anche evitare di replicarla in futuro. Rispondere a queste tre domande può fornirci, in questo senso, un aiuto non indifferente.


1. Questo giorno avrà un impatto duraturo?

Dopo una giornata orribile è facile lasciarsi prendere dallo sconforto e assumere un atteggiamento pessimista e pensare che la giornalaccio appena conclusa abbia apportato un danno permanente nella nostra vita. Ma è davvero così? No, non è (quasi) mai così: chiedersi il tipo di impatto che questa giornata può avere sul nostro lavoro/vita ci aiuta a fare un passo indietro e ad assumere una prospettiva più distaccata e rilassata. Certo, capiteranno altre giornate brutte, oppure le giornate negative potranno lasciare i loro strascichi per qualche tempo, ma non sarà qualcosa di definitivo ed indelebile. Nella maggior parte delle volte sarà necessario soltanto alzarsi l’indomani con tutta l’energia positiva che riusciamo a recuperare per non farci affossare da quanto di negativo è successo in precedenza. Tutto ciò che di brutto può esserci accaduto oggi, non avrà alcun significato il mese prossimo o l’anno prossimo.



2. Cosa avrei dovuto fare diversamente?

Quando le cose non vanno per il verso giusto, è facile addossare tutta la responsabilità sulle nostre spalle, indipendentemente dal grado di controllo che abbiamo avuto sulla situazione in questione. È per questo motivo importante provare ad identificare cosa, eventualmente, avremmo potuto fare diversamente, cosa ha potenzialmente scatenato un problema, quale atteggiamento si è rivelato improduttivo o negativo. Sarà così più facile smettere di incolparsi per cose con le quali non abbiamo niente a che fare, e contestualmente sarà possibile imparare dagli eventuali errori che effettivamente abbiamo fatto evitando, quindi, di ripeterli in futuro.


3. Cosa è andato bene oggi?

Anche i giorni peggiori hanno degli spiragli di luce. Enfatizzare le cose che sono andate storte non farà che deprimerci ulteriormente: porsi questa domanda invece ci può aiutare a far emergere un atteggiamento più ottimista e propositivo. Basta anche qualcosa di piccolo: aver mangiato qualcosa che ci piace a pranzo, aver fatto quattro chiacchiere divertenti con un collega o aver letto qualcosa di interessante sul giornale. Bisogna pensare a quello che è andato bene, perché di sicuro qualcosa di buono è successo. È un ottimo modo per lasciarsi quanto di negativo è successo alle spalle e migliorarci l’umore.


Milano, li 15 Maggio 2018

#lavoro #abitudini

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