• Luca Brambilla

Le tre funzioni della Comunicazione Non Verbale

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La CNV ha essenzialmente tre funzioni che potrebbero essere così descritte:


1. Rafforzare: in questo caso i nostri gesti serviranno a rendere ancora più chiaro il messaggio che vogliamo inviare. Pensate a un ragazzo innamorato che, mentre dice alla propria ragazza “ti amo”, mima un bacio; oppure, al contrario, a un uomo infuriato che gridando “ti spacco la faccia”, alza il pugno in maniera minacciosa. Si potrebbe fare ovviamente un’infinità di esempi, ma quel che serve cogliere in questo primo punto sono la totale assonanza e armonia tra ciò che viene detto e ciò che la persona “inscena” con i gesti o la mimica facciale.


2. Contraddire: in questo caso il corpo, in particolare la parte del cervello chiamata amigdala, nota una contraddizione tra ciò che viene espresso verbalmente e il reale sentimento provato. Un esempio semplice è quello del bimbo che piange e risponde alla domanda “cos’hai?” dicendo “niente!”. Ovviamente qualcosa sarà successo per scatenare un effetto poderoso come il pianto. La stessa dinamica espressa nell’esempio può ripresentarsi con un grado differente di contraddizione interna, e più questa sarà lieve, o volutamente nascosta, più l’occhio di chi guarda dovrà essere allenato per coglierla. Va ricordato che, per quanto una persona sia abile a raccontare bugie, ci sarà sempre un punto di sfogo su cui il corpo scaricherà la tensione creata dall’aver detto una bugia. Un esempio semplice è quello di un signore che a un colloquio di assunzione, pur dicendosi tranquillo, scarica la tensione picchiettando col piede per terra e scaricando da lì la tensione del colloquio sostenuto.



3. Sostituire: in tanti casi i gesti non verbali e paraverbali servono per sostituire le parole. Anche qui si possono fare tanti esempi, come quello di una persona che si mette un dito davanti alla bocca per intimare in maniera inequivocabile il silenzio, o qualcuno che mima di spararsi un colpo in testa per dichiarare che si è annoiato a morte alla riunione.

Tenere a mente questa semplice suddivisione delle funzioni del non verbale potrà essere di aiuto per meglio studiarlo e capire di che natura è il messaggio comunicato.


Milano, li 21 Giugno 2017


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