• Luca Brambilla

L'importanza di sorridere

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Qualche tempo fa un amico imprenditore di nome L. mi chiamò per una riunione orientativa su come formare il nuovo personale assunto in azienda sulla CNV. Avevo già avuto modo di conoscere L. grazie ad alcune lezioni personali che si era voluto far dare sulla lettura del linguaggio del corpo. In quella occasione conobbi anche suo fratello T., che si dimostrò subito molto scontroso e con un evidente pregiudizio negativo nei miei confronti. Ci sedemmo tutti e tre nella loro bella sala riunioni: ogni volta che finivo di parlare, T. era pronto a replicare contro di me con una mezza battutina tra i denti.Dopo che questa situazione andò avanti per un quarto d’ora, mi girarono i “comesichiamano” e decisi di prenderlo in contropiede.



L’ultima frase che avevo captato tra i suoi mormorii era “adesso ci parla dell’importanza di sorridere”. E io subito dopo mi girai verso di lui e replicai: “In effetti non sarebbe male accogliere le persone che entrano per una riunione, da voi convocata tra l’altro, con un sorriso. Se non per una strategia chiara, almeno per educazione. Inoltre è bene tenere a mente di sorridere in molte altre occasioni. Per esempio, quando avete assunto la responsabile per le relazioni con il pubblico, non avete tenuto conto che deve essere una persona sorridente. È stato dimostrato, infatti, che anche al telefono si percepisce se una persona sta sorridendo o meno grazie al cambiamento del tono della voce, alla velocità della parlata e al calore delle parole più dolci che inevitabilmente dirà, poiché sarà in un momento di rilassatezza fisica visto che sta sorridendo. Questo vi permetterebbe di evitare molti scontri inutili dal punto di vista verbale e risolvere con minor sforzo tanti problemi. Per non parlare poi dell’effetto dei neuroni-specchio quando si sorride. Devi sapere infatti che se qualcuno ci sorride in maniera amabile, saremo fortemente portati a imitarlo e a creare un feeling che in alcuni momenti, come quelli di vendita, è estremamente importante.


Ciò detto, queste sono solo alcune cosette da sapere sul sorriso” (dopo aver detto questa frase, sorrisi facendogli un occhiolino), “e la preparazione che fornirò ai vostri collaboratori sarà ancora più approfondita e con prove pratiche. Sono certo che se venissi anche tu avresti qualcosa da guadagnarci”. Dopo questa filippica, la sala fu squarciata da una sonora risata. Sia io che T. ci girammo verso il buon L., che si stava spanciando dal ridere sulla sedia e che quasi cadeva a terra. Incredibilmente, scoppiò a ridere anche T., dicendo “ora capisco perché mi avevi detto che anche se giovane era un fottuto genio”, e io dietro di lui a ridere. Ci salutammo con affetto, e addirittura T. mi abbracciò quando me ne andai verso la mia Polo GT. Con questo strano episodio nacque poi una bella amicizia.


Milano, li 10 Giugno 2017


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