• La Redazione

E' meglio vantarsi e fare gli spacconi piuttosto che fingere modestia

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Per piacere agli altri, siano essi collaboratori, amici o famigliari, capita di cercare di mettere in risalto le proprie qualità o i propri meriti. Spesso tuttavia, alcuni di noi, lo fanno attraverso una simulazione di modestia che in realtà nasconde un’ostentazione palese e una ricerca di attenzione su di sé. Uno studio del Journal of Personality and Social Psychology ha affermato che molti soggetti ricordano molto facilmente gli episodi di “falsa modestia” a cui hanno recentemente assistito, in particolare nella forma della “finta umiltà” inerente all'aspetto fisico, lavorativo e delle capacità personali. “Ma perché mi danno sempre gli incarichi più importanti?” o “Perché la gente pensa che io sia così così intelligente?” sono solo alcuni degli esempi di falsa umiltà. Altrettanto diffuse le espressioni di lamento che nascondono complimenti autoreferenziali: “Odio avere sempre ragione!” o “Sono stanca di tutti questi complimenti per la mia bellezza!”.



Ciò avviene perché si ha la concezione che la falsa modestia sia un metodo innocuo e utile per mettere in risalto le proprie capacità, magari cercando di risultare anche simpatici, quando in realtà essa viene valutata negativamente. Infatti è spesso improbabile che qualcuno possa essere ritenuto simpatico e allo stesso tempo bravo e capace. Nello studio viene appunto sottolineato che una persona viene più facilmente accettata e ascoltata nel caso in cui essa si sia vantata spudoratamente dei propri traguardi piuttosto che utilizzando il cosiddetto “humble bragging”, il quale è invece giudicato negativamente.


Milano, li 30 Gennaio 2018


#comunicazione #abitudini

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