• Carmelo Zambara

Migliorare la reputazione aziendale: la figura dell’amministratore delegato

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Probabilmente una delle figure più affascinanti e importanti all’interno di un’azienda, l’amministratore delegato (AD) o CEO (Chief Executive Officer) viene eletto dal consiglio di amministrazione di un’azienda, il quale gli delega i propri poteri. L’AD non ricopre questo ruolo da un giorno all’altro, ci vogliono anni di studio, caparbietà, abnegazione e leadership.

Il CEO non corrisponde necessariamente alla figura del founder o del proprietario anzi, il più delle volte, è un membro esterno "alla famiglia" o un professionista che ha fatto carriera all’interno dell’azienda stessa, di certo nemmeno un contabile o un semplice impiegato. Ha il compito di avere il controllo su tutto, sorvegliare sul corretto svolgimento delle figure poste nei quadri dirigenziali e mantenere tutto in ordine col fine di aumentare il profitto di anno in anno. Una figura lungimirante con senso del dovere e passione per il proprio lavoro e per la propria azienda.


Gli amministratori delegati raggiungono questa posizione dopo anni non obbligatoriamente nella stessa industria o compagnia, conoscono tutto del proprio business e sanno applicare alla lettera regolamenti e funzionalità del mestiere. Hanno contatti con altri esponenti importanti dello stesso settore e sono a conoscenza di un numero di clienti e fornitori considerevole.

Per diventare CEO occorre studiare e laurearsi, preferibilmente nel settore di competenza o che porti ad avere le conoscenze necessarie per il mondo di cui ci si vuole occupare. Alcuni seguono anche dei master aggiuntivi per implementare le proprie conoscenze. Parecchi futuri AD, dopo la laurea, iniziano a lavorare nell’azienda in cui intendono concorrere per la posizione di AD ed occupando più ruoli possibili per sapere a menadito tutto quello che nell’impresa deve funzionare e come, magari migliorandolo.

"Molto potente chi ha se stesso in proprio potere" (Seneca)


Anche se sembra essere il punto più alto di un’industria, l’amministratore delegato deve avere continui aggiornamenti e non solo sul suo settore. Non è scritto da nessuna parte che solo perché è la figura più importante di una società non debba frequentare corsi, anche solo one-to-one, e studi relativi. Il mondo del lavoro è in divenire e come tale in continuo aggiornamento di leggi, tecnologie e rapporti. Se ci si fermasse, una volta arrivati in vetta si rimarrebbe in quel punto, mentre tutto il resto evolve ed altri che concorrono per lo stesso ruolo si stanno formando, aggiornando e si stanno proponendo per portar via il ruolo con giusti meriti.


La reputazione di un AD va gestita fuori e dentro il campo lavorativo. L’esperto Robin Good nel suo decalogo della reputazione suggerisce proprio alla prima voce sul guardarsi bene da chi si è accompagnati. Un CEO ha l’obbligo di frequentare in pubblico le istituzioni giuste e controllare al meglio chi intende ospitare in azienda e da chi si fa ospitare. Sempre secondo Good, anche le interviste vanno scelte con cura: dalla testata al giornalista, dal motivo dell’intervista a dove verrà pubblicata. Siamo nel periodo storico dei social network diventa quindi importantissimo stare attenti cosa si pubblica, con chi si fa anche solo una foto insieme e con chi intendiamo apparire al pubblico.

Un amministratore delegato sta attento alle partnership aziendali e personali. Anche le stesse persone che intende posizionare nei posti manageriali vanno scelte con cura in modo da rafforzare non solo la parte pratica del lavoro ma anche quella di facciata, un nome giusto, un collaboratore da tutti riconosciuto competente può far fare il salto di qualità all’intera azienda in senso di reputazione.


Quindi diventa fondamentale farsi formare, partecipare anche solo privatamente a sessioni one-to-one per migliorare non solo in ambito lavorativo ma anche in quello personale. Anche se le due entità (vita professionale e vita privata) sono distinte non sono distanti; vanno comunque tutelate e curate entrambe in modo che una aiuti l’altra nel successo e senza che si pestino i piedi. Un uomo sereno è un lavoratore sereno. Un lavoratore sereno è un amministratore delegato sereno.


Milano, li 30 Novembre 2018

#lavoro

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