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Le neuroscienze migliorano la tua vita in ufficio

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Consapevolezza, autostima e percezione delle interrelazioni personali sono gli ingredienti fondamentali del benessere sul luogo di lavoro: una migliore gestione di queste emozioni e questi atteggiamenti può essere lo strumento più adatto a migliorare l’ambiente lavorativo.

È risaputo che le aziende sono sempre state, almeno in Italia, restie a costruire un solido rapporto emotivo con i dipendenti: sono fredde, rifiutano il contatto, pensano che con uno stipendio si possano comprare non solo le abilità lavorative, ma anche l’entusiasmo dei dipendenti. Ma non è così. Una persona motivata è molto più produttiva di una svogliata e frustrata: per questo è importante che le aziende si impegnino in questo senso per far sentire i dipendenti il più possibile a loro agio. I lavoratori scontenti sono infatti non solo una fonte di malessere nell’ambiente di lavoro, ma anche una perdita, dal punto di vista economico, per l’azienda: un dipendente scontento renderebbe appena un 57% del totale pagatogli dall'azienda.


Per risolvere questo problema sembra fondamentale l’apporto delle neuroscienze, quell’insieme di discipline che mirano a comprendere il cervello e il suo funzionamento. La consapevolezza sarebbe, secondo quanto sostenuto dalle neuroscienze, uno step fondamentale e primario: chi non possiede consapevolezza non sarebbe in grado di analizzare criticamente le proprie debolezze, non riuscendo di fatto a crescere e migliorare se stesso e l’ambiente di lavoro.

In secondo luogo, è fondamentale il concetto di responsabilità. Invece che impartire un ordine, sarebbe meglio che le aziende assegnassero un obiettivo che entusiasmi e stimoli il dipendente, responsabilizzandolo. Un lavoratore che si sente investito di responsabilità è infatti naturalmente portato a essere maggiormente responsabile anche nei confronti dei collaboratori e dei colleghi.



In questo senso diventano molto importanti l’emotività e l’empatia, che pongono le basi per rapporti di collaborazione e per l’integrazione, nonché per la creazione di clima sereno. Viceversa una cattiva comunicazione in azienda è sintomo di narcisismo volto a soddisfare unicamente le esigenze e il protagonismo del singolo, senza alcuna considerazione per l’interlocutore.

In sintesi, lo strumento più utile per innovare, e orientare i collaboratori al risultato è l’apprendimento: solo così è possibile raggiungere un buon livello di consapevolezza, un’apertura mentale e una capacità di autocritica sconosciuti ai tradizionali modelli di management.


Milano, li 5 Aprile 2018

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