• Luca Brambilla

"Lei non sa chi sono io!": con la calibrazione posso saperlo

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In questo caso non stiamo parlando della calibrazione del mondo della meccanica, ma di quella dell’ambito della programmazione neuro linguistica. Calibrare significa letteralmente “misurare” senza dare giudizi o interpretare lo stato d’animo dell’altra persona. Significa concentrarsi per prestare attenzione all’esterno di noi stessi e cogliere il maggior numero di dettagli che si possano utilizzare come base di futuri giudizi.

Questo stato mentale viene chiamato in PNL “uptime”. Ci sono molte professioni in cui è necessario avere una buona capacità di calibrazione. Pensiamo ad esempio all’osteopata che sviluppa ne suo lavoro una sensibilità tattile per riconoscere patologie o scompensi nella struttura fisica dei suoi pazienti.



Un altro lavoro in cui è fondamentale calibrare bene è quello del musicista. Infatti percepire anche un minimo discostarsi dalla nota corretta può segnare la differenza tra un’esecuzione mediocre e una eccellente. Invito quindi i lettori di questo articolo ad esercitarsi a calibrare al meglio i propri sensi, magari partendo concentrarsi con un singolo senso a settimana. Scoprirete, con una lieve amarezza forse, quanti segnali vi siete persi nel tempo perché pensavate di conoscere già le persone che avete quotidianamente di fronte e questo vi permetterà di avere elementi con cui migliorare o raddrizzare i rapporti, che siano essi personali o lavorativi. Buona calibrazione!


Milano, li 9 Luglio 2017


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