• La Redazione

Problem solving: 4 tecniche efficaci

Aggiornato il: 23 gen 2019

Tempo di lettura: 2 minuti

Trovare soluzioni idonee a risolvere i nostri problemi spesso può richiedere più tempo della loro attuazione in sé, cosa più che giusta se il tempo preso è per soffermarsi a ragionare meglio al fine di risolvere, nella maniera più efficace, la situazione. Napoleone diceva:

‘’Siccome ho molta fretta, vado molto piano ’’.

Fermarsi e prendere del tempo per pensare e analizzare il problema, al contrario di quanto si possa credere, non è uno spreco di risorse, lo è piuttosto agire d’istinto e avere fretta di risolvere tutto subito, finendo col prendere la strada sbagliata.



Quali sono le tecniche di problem solving migliori?

Giorgio Nardone ha identificato 4 tecniche efficaci e applicabili a problemi di qualunque natura, sia professionale che personale:

  1. Tecnica del come peggiorare. E’ una tecnica di problem solving molto semplice e consiste nel porsi la seguente domanda: ‘’Ho questo problema, come posso peggiorarlo?’’, a questo punto occorre appunto indicare tutte le possibili opzioni che messe in atto aggraverebbero il problema. Questo semplice procedimento ci aiuta a capire le cose da non fare, e le cose da fare ragionando in senso opposto. Per esempio se il mio problema è essere indietro sulla stesura di un progetto e la deadline è vicina, alla domanda ‘’come posso peggiorare?’’ le possibili risposte: ‘’dedicare meno tempo al progetto, distrarmi con Facebook e Instagram, bloccarmi e non sapere più cosa scrivere, non scrivere più niente fino alla scadenza’’ ci permettono di identificare come proseguire, facendo il contrario: ‘’usare meno i social network dedicando così più tempo al progetto, scrivere anche solo poco per volta riuscendo a completarlo entro la deadline etc.’’.

  2. Tecnica dello scenario oltre il problema. Con questo metodo occorre innanzi tutto immaginare quale sarebbe lo scenario ideale che dovrebbe verificarsi per risolvere il problema o in seguito alla risoluzione dello stesso. Avere un’immagine chiara, basata su stimoli sensoriali (immagini, suoni, odori, sapori..), ci rende più motivati e ci da’ un’idea precisa di cosa vogliamo ottenere, cosa vogliamo che si verifichi dopo aver risolto il problema.

  3. Tecnica dei piccoli passi. In questo caso per il problem solving si attuano piccoli cambiamenti per volta, accrescendoli anche via via, ‘’suddividendo’’ il problema in step da raggiungere uno per volta. Ad esempio se il problema è voler trovare 1 ora al giorno da dedicare alla palestra, si può iniziare alzandosi 10 minuti prima al giorno e spendendo 20 min in meno sui social, in questo modo abbiamo già 30 min liberi al giorno che possiamo aumentare di volta in volta, magari dopo due/tre settimane iniziare ad alzarsi 15 min ancora in più e guardare 15 min di telegiornale mentre si fa palestra, ed ecco come abbiamo ricavato facilmente 1 ora di tempo per lo sport senza rinunciare a niente.

  4. Tecnica dello scalatore. Con quest’ultimo metodo occorre fare il ragionamento inverso a quello fatto finora, partendo non dal problema ma dalla sua soluzione, ossia dalla situazione desiderata (al punto 2.) alla situazione attuale, ragionando a ritroso gli elementi che ci occorrono al fine di risolvere la nostra situazione. Come uno scrittore che scrive l’inizio e il finale perfetto del libro, occorre andare a cercare tutti gli elementi che ci occorrono per arrivare ad avere il finale perfetto.

Milano, li 16 Gennaio 2018

#problemsolving

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