La reputazione aziendale come strategia di marketing

Robin Good, editore on-line esperto di strategie di marketing e comunicazione d’impresa, ha stilato un decalogo per migliorare la reputazione delle aziende sia sul web che nella vita reale. In accordo con i suoi precetti, vedremo punto per punto che la reputazione di un’azienda, in certi casi, vale molto più di qualsiasi strategia di marketing e intuizione pubblicitaria.

I 10 punti critici sulla reputazione di Good sono i seguenti:

  1. Con chi ti accompagni: scegliere con cura le nostre frequentazioni o partnership, perché le persone con le quali stiamo, determinano in buona parte la nostra reputazione. Vale soprattutto per le ‘’uscite pubbliche’’, dalle pubblicazioni sui social alle inserzioni pubblicitarie. Farsi vedere con le persone giuste e di rilievo all’interno del settore di competenza non farà altro che aumentare positivamente la reputazione aziendale.

  2. Che cosa condividi: creare contenuti di valore, possibilmente originali, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità, diventa un’arma importante. I clienti e i partner ci identificheranno con la brillantezza dei nostri contenuti.

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  3. Quanto ci metti la faccia: esprimere con chiarezza le proprie idee, firmare con nome e cognome tutto ciò che si pubblica o metterci in senso letterale la faccia, diffonde un senso di trasparenza e fiducia, innescando nelle persone interessate all’impresa un senso di tranquillità

  4. Quanto sei trasparente: informare i propri partner, collaboratori, fornitori e clienti su quelli che sono gli interessi reali dell’azienda e una mission chiara ed efficace. Rendere facilmente accessibile il profilo online aziendale in modo tale che fornisca informazioni esaustive e dettagliate.

  5. Quanto sei affidabile: mantenere in maniera fanatica, quasi maniacale, la parola data. Consegnare prima, non dopo. Un’ azienda precisa avrà sicuramente una reputazione di alto livello. Fare dell’affidabilità un elemento di differenziazione.

  6. Quanto sei responsabile: mettersi al centro dell’universo, rendersi responsabile di tutto. Dichiarare sempre e prontamente i tuoi errori, come fossero vittorie. Assumere un linguaggio di responsabilità. Ammettere le proprie colpe vale come ammettere i propri meriti.

  7. Quanto sai ascoltare: elaborare e condividere le scoperte e i pensieri di altri. Studiare e condividere gli ideali dei quali abbia tratto ispirazione. Quando in dialogo con un’altra persona, parlare di meno e domandare di più. Se si vuole interesse, interessarsi per primi. Dar risalto alla voce del proprio cliente, partner o fornitore.

  8. Quanto te la canti: il fondamento della buona reputazione è che siano gli altri a parlar bene dell’azienda, dei servizi o dei prodotti. Mostrare i successi di coloro che hanno seguito le direttive o che hanno acquistato i prodotti. Più parlano bene più saranno giustificati, anche, i costi delle prestazioni.

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  9. Cosa dicono di te gli altri: raccogliere e rendere accessibile i pareri (testimonianze) di chi ha avuto l’opportunità di apprezzare il lavoro dell’impresa. Facilitare e organizzare la raccolta e la pubblicazione dei feedback in maniera da renderli la ‘’vetrina’’ migliore che ci sia.

  10. Che credenziali hai: coltivare e rendere visibili, nel loro complesso, le vittorie ed i successi che rappresentano il raggiungimento di obiettivi significativi e la realizzazione di progetti degni di nota.

In definitiva, se si rispettano al meglio questi 10 spunti offerti da Good, avremo sicuramente una reputazione aziendale tra le migliori. Un’ottima reputazione porta più persone ad interessarsi e parlar bene dell’azienda, la buona nomea porta clienti e i clienti portano introiti. Ottima reputazione = ottimi introiti.

‘’Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: le sua reputazione ed i suoi uomini’’ H. Ford
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