Smascherare le bugie: ecco come fare

Chi dice di non mentire, mente. Mentire è una delle abitudini più diffuse al mondo, in tutte le culture. Non necessariamente si tratta di una pratica “cattiva” volta a danneggiare gli altri. Anzi, molto spesso si mente per migliorare la propria immagine, per ottenere affetto, o per proteggere qualcuno che ci sta particolarmente a cuore.

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Sì possono elencare 3 tipologie di menzogne:
1) Le bugie autentiche o spudorate sono quelle che comunicano una cosa totalmente diversa dalla verità.
2) Le esagerazioni, vale a dire quando i  fatti vengono esaltati o minimizzati. In questo caso non c’è nulla di inventato, ma si amplifica (o si banalizza) qualcosa che si prova o che è successo.
3) Le menzogne subdole si esprimono non rispondendo a una domanda diretta, rimanendo nel vago, in pratica non dicendo niente».
La difficoltà del mentire sta nel fatto che la menzogna deve essere innanzitutto verosimile, poi bisogna fare attenzione a non cadere in contraddizione e, soprattutto, a non lasciare che il tono della voce, lo sguardo, i gesti e la postura ci tradiscano, dando adito a sospetti. Mantenere la calma, fingere di essere a proprio agio mentre si sta mentendo non è facile: il nostro corpo rilascia tutta una serie di indizi che rivelano sempre la verità. Generalmente sono rivelatori i gesti che riguardano la parte alta del corpo (occhi, testa, collo). Ecco aluni esempi:

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  • Boccheggiare

  • Schiarirsi la voce

  • Muovere la bocca (comprimere le labbra e tenderle verso l’esterno, mordicchiarsi il labbro inferiore, passare la lingua da un lato all’altro della bocca)

  • Difficoltà a deglutire (o farlo in continuazione)

  • Tic: contrazioni involontarie che di solito si manifestano solo su un lato del volto e possono coinvolgere un sopracciglio, un angolo delle labbra, una palpebra.

E il corpo in tutto questo cosa fa? Si immobilizza!
Chi mente non gesticola, non fa ballare una gamba, non tamburella con le dita sul tavolo, non si gratta la testa, rimane perfettamente immobile: questo perché si sforza in tutti i modi di mantenere la compostezza, dal momento che non vuole esprimere il suo nervosismo, e, stando fermo, riesce a concentrarsi di più e meglio su quello che deve dire o non dire.

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