L’umorismo danneggia le tue presentazioni

Sono in molti a sostenere che il modo migliore per iniziare una presentazione sia con una battuta scherzosa: si dice che aiuti a rompere il ghiaccio e a creare una connessione immediata con il pubblico. Ma, a meno di non essere dei omicidi talento, il rischio che una battuta rovini tutta la presentazione è abbastanza alto. A tutti noi piace ridere ogni tanto, anche al lavoro. Ma quando si tratta di incorporare l'umorismo nelle presentazioni aziendali, è meglio eccedere in cautela.
Ecco alcuni motivi per cui servirsi dell’umorismo in questi contesti può portare più danni che benefici.

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  1. Non è un cabaret
    Fondamentalmente, lo scopo dell'umorismo non è quello di stabilire una connessione, ma di intrattenere. Ma quando si tratta di parlare in azienda, il pubblico davanti a cui ci presentiamo non viene da noi per l’intrattenimento, ma per imparare, discutere e decidere. Uno dei modi migliori per assicurarsi che ciò accada, è invece raccontare una storia esemplificativa, che dimostri ciò uno dei punti focali del nostro discorso o della nostra presentazione. Le migliori storie in questo senso sono aneddoti ordinari in cui quasi tutti possano identificarsi:creare una narrazione coinvolgente e direttamente correlata all’argomento in questione permette di collegarsi in maniera più stretta e diretta con il pubblico, e quindi di farsi ascoltare con molta più attenzione ed entusiasmo di quanto non sarebbe possibile facendo battutine.

  2. Riscaldare il pubblico
    Il pubblico deve essere scaldato: se non è pronto per la battuta, questa non potrà che essere un fisco. Persino i migliori cabarettisti si servono di “spettacoli di riscaldamento” che preparino il pubblico prima del loro ingresso in scena. Allo stesso modo i relatori che fanno battute all’improvviso e senza nessuna “preparazione”, è assai probabile che falliscano. Quindi, piuttosto che raccontare qualcosa di divertente, è meglio provare a “riscaldare” l’uditorio offrendo degli spunti di riflessione, qualcosa che stimoli il pensiero e il ragionamento: un modo efficace per farlo è quello di condividere qualcosa di non familiare e ordinario, come ad esempio riportare una conversazione avuta con qualcuno e che ci ha lasciato informazioni sorprendenti. In questo modo sarà facile sembrare interessanti fin da subito, senza il bisogno di ricorrere a motti di spirito.

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  3. Comici si nasce
    La comicità è un lavoro difficile, anche per i professionisti. Un buon comico deve fare di più che fare grandi battute: deve essere in grado di dirle bene. E, purtroppo, non tutti sono in grado di farlo. Il rischio è quello di combinare un pasticcio dicendo male una battuta, e lasciando quindi il pubblico confuso e a disagio. Una battuta fallita rischia di farci apparire sciocchi, il che è ovviamente un modo terribile di introdurre la nostra presentazione o il nostro discorso.

  4. L'auto-ironia è velenosa
    Le barzellette spesso implicano atteggiamenti denigratori e umilianti che possono introdurre negatività anche quando si sta cercando di rimanere spensierati. Ma che male c'è, qualcuno potrebbe chiedere, nel prendere in giro se stessi? Il punto è che bisogna sempre cercare di guadagnare o mantenere il rispetto anche quando già si ricoprono ruoli di leadership. Ciò non significa dover evitare la vulnerabilità: mostrare umiltà può essere effettivamente una tecnica efficace, a condizione di farlo fino in fondo: ad esempio, parlando di una nostra debolezza bisogna approfondire gli step che stiamo prendendo per migliorarlo.

Se vuoi approfondire questi temi, mettiti in contatto con noi (amministrazione@copiaoriginale.it) per chiedere informazioni. Creeremo un percorso adatto alle tue esigenze. CNV-real-skills
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